Giovedì 24 maggio alle 21.15 Fuori Luogo si conclude con lo spettacolo del giovane collettivo Codice Ivan, gruppo di punta del teatro di ricerca italiano, che presenta lo spettacolo “GMGS_What the hell is happiness?”. GMGS è acronimo di “Give Me Money, Give Me Sex, Give Me Coffee and Cigarettes”, verso del brano Baby Turn Blue dei Virgin Prunes.
Il lavoro si apre con una esposizione di cartelli, cartoni con scritte nere. Si parte da “Un tempo ero una scimmia / Ero libero / Mangiavo solo banane / Ero felice” esposti semplicemente dagli attori, sguardo fresco e pulito, per poi aumentare vorticosamente in un flusso di frasi che sembrano poesie di John Giorno fino ad interrompersi, con l’apparizione di una donna-scimmia o altri lampi nel buio. Per poi riprendere.
Un lavoro arguto che nasce dal bisogno di confrontarsi con un concetto, un motore del fare quotidiano e con la sua spesso ossessiva ricerca: la felicità. Ognuno è portato a lottare per raggiungerla senza però capire né dove né come andare. L’ unica certezza è l’(auto)cacciata da un mondo perfetto, e la consapevolezza delle quotidiana difficoltà di scelta. E allora ci chiediamo: come dobbiamo vivere?
Codice Ivan nasce nel 2008 dall’incontro di Anna Destefanis, Leonardo Mazzi e Benno Steinegger. Da subito il lavoro del gruppo si orienta principalmente verso le arti performative/teatrali ma avviando anche un percorso di ricerca rivolto all’utilizzo di formati diversi.
Auditorium Dialma Ruggiero
ore 21.15 – 12 € intero e 10€ ridotto (under30) – info e prenotazioni: 3282007184 (SI CONSIGLIA LA PRENOTAZIONE)
4 e 5 maggio 2012
debutto del I° studio della nuova produzione della Compagnia degli Scarti
*progetto finalista Premio MyDream 2012- Fondazione Teatro Piemonte Europa*
PRIMA IN LIGURIA per il nuovo spettacolo de I SACCHI DI SABBIA (Premio Speciale Ubu 2008 e Premio della Critica 2011): “Don Giovanni”
Venerdì 20 aprile in scena ci saranno i Sacchi di Sabbia con il loro originalissimo Don Giovanni, un capriccio per “boccacce e rumorini” che propone, attraverso una partitura rigorosissima di “gesti musicali”, la struttura essenziale del Don Giovanni di Mozart: una selezione delle arie più significative incastonate in un disegno drammaturgico compiuto e interpretate “rumoristicamente” dagli attori della Compagnia I Sacchi di Sabbia.
Lo spettacolo è in definitiva un’esecuzione a cappella di una riduzione strumentale del Don Giovanni da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la loro partitura “recitando” la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni eseguita da Karajan nel 1986.
Dalla recitazione “del suono”, dal tentativo di riprodurre il rumore dello strumento, si arriva – addentrandosi dalla “parte sbagliata” quella che nessun musicista praticherebbe – ad una pionieristica versione dell’Opera di Mozart: una versione “sgrammaticata”, senza “rappresentazione”, ma che in virtù delle tragicomiche espressioni facciali degli attori chiamati ad imitare le sonorità degli strumenti e l’ausilio della proiezione del libretto sullo sfondo, riesce ad evocare l’essenza del grande personaggio mozartiano.
Frutto di un approccio all’opera spiazzante, d’una interpretazione “teatrale” in cui il testo dello spettacolo è rappresentato dalla melodia e dalla timbrica degli strumenti, questo lavoro si colloca nella scia di una ricerca sul melodramma che nel 2008 ha fatto vincere alla formazione pisana il prestigioso Premio Ubu.
Un omaggio a Mozart: uno sberleffo e al tempo stesso un atto d’amore per un’opera magnifica.
Venerdì 20 aprile 2012, ore 21.15, Auditorium Dialma Ruggiero
SONO APERTE LE PRENOTAZIONI AL 3282007184 o a info@associazionescarti.it

Mancano pochi giorni al primo degli eventi speciali della rassegna Fuori Luogo.
Il primo giorno di primavera, 21 marzo, andrà in scena, eccezionalmente al Teatro Civico, lo spettacolo di Balletto Civile, Il sacro della Primavera, vincitore del Premio Roma Danza 2011.
Freschi vincitori del Premio My Dream col progetto realizzato insieme a Casarsa Teatro, gli artisti della Compagnia Balletto Civile, guidati da Michela Lucenti, tornano alla Spezia con l’opera di Stravinskij, “La Sagra della Primavera” trasformata in ”un dj set con irriverenti incursioni, per dissacrare la Sagra e reinventare un nuovo Sacro.”
I biglietti sono già in prevendita presso la biglietteria del Teatro Civico
PER INFO E PRENOTAZIONI si possono contattare i numeri 0187-757075 o 3282007184
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A Fuori Luogo è il turno di Daniele Timpano, per la prima volta alla Spezia. Il giovane autore-attore romano propone il controverso “Dux in scatola”: un «racconto» destrutturato e spiazzante, antinarrativo, surreale, dagli esilaranti toni comici e cabarettistici, una sottile operazione che denuncia amaramente l’assurdità del fascismo italiano, sbattendo in faccia allo spettatore le contraddizioni di un Paese che non si è mai liberato veramente dell’ideologia violentemente imposta da Mussolini.
Lo spettacolo è diventato un “cult” nel mondo teatrale contemporaneo e ha suscitato non poche polemiche e aspri dibattiti. Quando fu presentato al Premio Scenario metà della giuria ufficiale voleva espellerlo dal concorso addirittura per apologia di fascismo, mentre l’altra metà insorse in sua difesa.
A Milano, al Teatro I, ha subito le contestazioni di un gruppo di neofascisti che hanno cominciato a inveire contro l’attore urlando slogan del tipo: “piazzale Loreto vergogna nazionale”.
Uno spettacolo che ha fatto e farà parlare ancora, proprio perché sfida con intelligenza e coraggio accuse di ambiguità ideologica rovesciandole sullo stesso pubblico: ‘No, non ridete… questa connivenza tra scena e platea è una vergogna. (…) Siamo circondati da secoli di cultura reazionaria, papalina, paternale, aristocratica, retorica, destrofila e sessista. Ogni italiano dovrebbe gettare la maschera e dichiararsi francamente fascista. Cioè vale a dire reazionario, papalino, paternale, aristocratico, retorico, destrofilo e sessista’.”
Hanno scritto di “Dux in scatola”:
“L’attore-autore va nel senso opposto al cosiddetto teatro di narrazione […] va avanti per salti […] Dice io identificandosi con la salma, e basta questo a creare un’accelerazione di non sensi, un gioco di impossibili rispecchiamenti, una stratificazione di assurdità e una decisa e esplicita vocazione al gioco più infantile. Insomma, anziché riempire la scena e comporre un linguaggio, Timpano gira intorno al nulla, e questo rende conto […] anche di una sua straordinaria capacità scenica, che è quella di riempire il vuoto con il vuoto, di segnalare l’assenza attraverso l’assenza.” Antonio Audino – Il Sole 24 ore
“Una bella sorpresa Dux in scatola, con il quale Daniele Timpano abbandona ogni sorta di retorica antifascista per entrare nel corpo morto di Mussolinibenito e farne materia narrativa cruente, senza lasciare nello spettatore il dubbio della condanna dura e senza appello” Mariateresa Surianello – Il Manifesto
“Decisamente «pericoloso» dux in scatola […] Giovane artista in continua crescita, Timpano porta in scena un «racconto» destrutturato e spiazzante […] Ha suscitato sdegno e preoccupazione, ma lo spettacolo, che pure ha toni comici e cabarettistici non indifferenti, è una sottile operazione che denuncia amaramente l’assurdità del fascismo italiano, che provoca come una doccia gelata, sbattendo in faccia allo spettatore le contraddizioni di un Paese che non si è mai liberato veramente dell’ideologia violentemente imposta da Mussolini. Opera surreale, di grande vigore, dux in scatola merita attenzione.” Andrea Porcheddu – Del teatro.it
SONO APERTE LE PRENOTAZIONI AL 3282007184 o a info@associazionescarti.it
Arriva per la prima volta in Liguria, dopo il debutto a Castiglioncello nel Festival Inequilibrio, il nuovo lavoro di Massimiliano Civica, Attraverso il furore, in scena lunedì 20 febbraio alle ore 21.15 all’Auditorium Dialma Ruggiero di La Spezia.
Un tema complesso che Massimiliano Civica mette in scena con la semplicità registica e lo stile lucido e scarno che lo contraddistingue. Un lavoro suggestivo, minimale, carico di potenza mistica.
Lo spettacolo Attraverso il furore intreccia tre sermoni del predicatore domenicano Meister Eckhart con tre brevi quadri sul quotidiano, scritti dal drammaturgo Armando Pirozzi, incentrati sul dialogo tra un uomo e una donna. Marcello Sambati legge i tre sermoni di Meister Eckhart, mentre Valentina Curatoli e Diego Sepe interpretano i personaggi delle tre storie.
Lo spettacolo è ispirato dai Sermoni Tedeschi ma non vuol esserne un commento o una traduzione scenica.
È la descrizione dell’incontro tra figure colte nel momento del confronto, imprevedibile e paradossale, con questa voce così forte, il tentativo di porsi in ascolto di una parola ancora in grado di sconvolgere profondamente.
«Qualcuno resta a volte infastidito dalla recitazione impersonale, priva di intonazioni e in qualche modo di calore che caratterizza le regie di Massimiliano Civica. Personalmente ho invece sempre trovato affascinante questo suo linguaggio scarno, prosciugato di sfumature psicologiche, che sembra come depurare il teatro dalle sue incrostazioni emozionali per consegnarlo a un lucido disegno critico» Renato Palazzi.
«Attraverso il furore è un bell’esempio di senso della misura che esalta l’idea iniziale che l’ha ispirato – l’esatto contrario di quanto avviene solitamente nel teatro di regia italiano» Graziano Graziani
La direzione di Fuori Luogo comunica che lo spettacolo di Danio Manfredini – “Tre Studi per una crocifissione” in programma giovedì 2 e venerdì 3 alle ore 21.15 all’Auditorium Dialma Ruggiero andrà regolarmente in scena.
L’organizzazione ha predisposto in sicurezza il Centro Dialma Ruggiero e le sue vie d’accesso per poter ospitare il pubblico.
Le condizioni meteo e stradali sono in progressivo miglioramentoe
Sono ancora disponibili biglietti per le due serate. Per informazioni e prenotazioni chiamare il 328-2007184.
Giovedì 2 e Venerdì 3 febbraio ore 21.15
Tre studi per una crocifissione
Danio Manfredini è un maestro appartato del nostro migliore teatro. Anche lui, in qualche maniera, fuori luogo, conduce una ricerca nel e attraverso il teatro inteso come conoscenza della condizione umana e dei suoi drammi. Il suo è un percorso estraneo ai compromessi del traffico e del mercato spettacolare. Più volte con le sue opere si è aggiudicato il prestigioso Premio Ubu.
Tre studi per una crocifissione prende il titolo da un opera pittorica di Francis Bacon: tre dipinti accostati uno all’altro, dove sono raffigurate tre figure che evocano la condizione drammatica di soggetti appartenenti al mondo contemporaneo. Lontano dal voler riprodurre in maniera pittorica l’opera di Bacon, Manfredini inventa tre soggetti teatrali che ritraggono la condizione drammatica di tre personaggi del nostro tempo.
Nel primo studio si tratta di un personaggio che vive in un contesto psichiatrico. Vaga tra poche sedie vuote, abitate dai fantasmi della sua memoria. Il secondo studio è ispirato ad un personaggio del cineasta tedesco Fassbinder. Il transessuale Elvira, colto nel bilancio della sua vita prima del gesto tragico che la conclude. Il terzo studio, è ispirato ad un personaggio del drammaturgo francese Koltès. Ritrae un extracomunitario alle prese con una grande città europea: strade, parchi, barboni, polizia. Dentro, il desiderio di colmare la solitudine con un incontro e condividere una notte di pioggia. I personaggi mostrano nell’evidenza del loro dolore, nell’impossibilità di nasconderne i segni, nella loro disperata euforia, le ferite nascoste dell’esistenza.
DATA LA LIMITATA DISPONIBILITÁ DI POSTI È CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE al 3282007184
Articolo di CDSNews
Tutto esaurito anche per la seconda serata di “Made in Italy”.
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